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# 04 « Pier Parimbelli

# 04

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21 marzo
Poesia

Oggi sarebbe stato il suo compleanno

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Riporto quello che scrissi dopo averla ascoltata per la prima volta il 10 novembre del 2003.
(La fotografia è del 25 marzo 2009 a Monza)

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Ascoltare Alda Merini

Sono sulla A4, torno a casa.
Viaggio a novantallora sulla corsia di destra, sono sciolto non ho alcuna fretta, anzi rallento tutti mi passono sfrecciando, io no.
Ho in corpo un pomeriggio di poesia, che a tratti tocca il cielo. Lei la signora che con il suo entrare con fatica e il palco da scalare sembra mia madre appena uscita di casa per andare al mercato. Lei che quando parla trascina le parole, ma quando elargisce la sua poesia diventa un angelo e ci copre di musica.


Lei che ci mostra la forza, che le parole danno ai sentimenti e poi ride, si ride delle sue vicende, che forza! Il manicomio arriva persino a ringraziare, dieci anni. Lì ha assorbito la fragilità e la forza della sofferenza dei suoi compagni di strada. Lì ha maturato la sua poesia, l’amore. Dice che ama il mondo anche se l’ha fatta soffrire, e ride fa battute sulle sigarette sul ministro della salute, accende una sigaretta, poi di contro ricorda di aver avuto persone che ne sono morte e descrive la cosa in modo toccante e poetico nonostante tutto, forse è questo che la salva.


La sala della meravigliosa villa è piena di gente, appena entra scoppia un applauso, seduta al tavolo si guarda attorno, aggiusta il microfono, si lamenta della mancanza della musica e della poca organizzazione, dice che non è possibile che non abbia in quel momento uno dei suoi libri e chiede che si provveda a recuperarlo.
Penso alla mia copia che ho in borsa, mi batte il cuore quasi non riesco ad aprire la zip della tasca, mollo giacca e il resto, due passi e sono davanti a lei, glielo porgo e mi sorride ringraziandomi.
Inizia la musica e inizia a leggere, dal mio libro, ahhhh….che soddisfazione.


La musica parte, la parola anche. In quel momento non vedo e non sento più nessuno solo il suo canto. Poi inizia la lettura da una voce fuori campo con sottofondo musicale, Lei ascolta come noi e fa dei movimenti con la testa, spalanca e chiude gli occhi come a ripetere dentro di sè i versi e così facendo si estàsia, mi giro per un attimo intorno per cercare consenso dagli altri, ma capisco che sono in pochi in sintonia con questa estasi. Sembra che se le parole non le pronuncia Lei non valgono e invece Lei le sente, sono le sue e ne ripete ogni parola ogni sillaba ogni attimo. Solo pochi, solo pochi.

Ho preso una strada che mi attrae, è una strada che non so dove mi porterà e forse questo non mi interessa. Quello che mi interessa è di mettere ogni giorno un seme come quello di oggi, dentro al mio cuore e che germogli sentimenti d’amore e di vita.
Questo è quello che c’è in me, se vogliamo di più, leggiamola.

Autostrada, vedo supermercati illuminati per le prossime feste, per spendere, per fame di qualcosa che ci soddisfi, che riempia il nostro vuoto. Vorrei tenermi questo momento di pieno, soddisfazione, pregno di amore. Vedo il cartellone verde,
Bergamo,
casa.

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3 comments to # 04

  • Carmé

    sei stato fortunato…
    Io avrei voluto vederla almeno una volta.
    Ma la fortuna più grande. è che l’hai capita subito e hai permesso alla sua poesia di entrarti dentro.

  • doni

    ho letto rapita dall’emozione il tuo racconto …
    rimpiango soltanto di non esserci stata , ma se così fosse andata anch’io le avrei consegnato orgogliosa la mia copia che ora conserverei gelosamente accanto a me , accanto ai miei sogni .
    ciao Pier ^_____^

  • papere

    ed io imparo a conoscere te.

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