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Arturo Martini

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(…)Obbedire al proprio sviluppo naturale, sopportare la potatura di tutte le ramificazioni nate dalla ricerca,
mutando in purità le passioni, e il proprio fuoco in un amore che si chiama pazienza:
questa è la strada che conduce all’universale(…)

[Arturo Martini, La scultura lingua morta, Venezia 1945]

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“Lavoro sempre, con lucidità, modificando, granellino a granellino;
mi basta, perché penso che ogni piccola cosa può essere in questo senso una montagna,
tanto più che, compiuta l’idea, mi pareva tutto, e che tutto fosse esaurito in me,
invece mi accorgo che ho tanto ancora dentro di sordo che aspetta l’attimo di luce per comparirmi, meravigliarmi.
Pazienza; credevo una volta che l’opera d’arte fosse scatto, nervi, improvvisazione,
invece ora m’accorgo che è pazienza; rifare, riudire, ritornare, sempre senza insistenza,
senza sorpassi di tempo; restare governati dalla natura come essa ci governa,
e che senza spasimi arriva al frutto.”

[Arturo Martini – Le lettere – 1909-1947, Firenze, 1967]

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La scultura lingua morta

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Arturo Martini


Galleria dell’Incisione – Brescia
22 maggio – 20 luglio 2014

 

 

 

 

 


edit - maggio 2014